Al primo avvio Microsoft Outlook 2019 non sincronizza la posta.

 Un cliente mi chiama lamentandosi di un problema fastidioso nell'utilizzo di Microsoft Outlook 2019. Quando accende il computer e si appresta ad utilizzare Outlook 2019, gli appare l'errore di sincronizzazione posta con codice 0x800CCC0E. Se si chiude l'Outlook e si riapre, tutto funziona correttamente. Il problema è al primo avvio dell'applicazione, perché dal secondo avvio la posta sincronizza correttamente. La prima operazione eseguita è stata la correzione dei file archivio PST con l'applicativo SCANPST.EXE, ma l'operazione non ha portato alla soluzione del problema, quindi disattivazione dei componenti aggiuntivi e poi disattivazione antivirus. Sono state ricreate le caselle di posta, poi il profilo nuovo di posta di Outlook, ma niente da fare, non mi rimaneva l'ultima soluzione quella di disinstallare e reinstallare il pacchetto Office completo. Ma tutto mi sembrava molto strano, quindi ho controllato se per caso qualche servizio era stato arrestato, ma non ho trovato nulla che mi poteva aiutare. Bisognava per forza disinstallare il pacchetto e provare se tutto funzionava bene, ma non mi andava di farlo anche perché non avrei capito da cosa poteva dipendere questo stupido problema. Allora ho scaricato Assistente supporto e ripristino di Microsoft, dove dopo una scansione mi ha creato un log ed ho trovato un simbolo giallo che mi avvisava che il servizio BITS era in errore. Mi si è accesa la lampadina, un servizio non funzionava bene e con molta probabilità il cliente smanettone aveva disattivato senza sapere cosa fosse. Un programma che mi è venuto in mente subito è stato CCLEANER, anche perché dopo alcune esperienze negative che mi sono capitate, lo ritengo colpevole per le operazioni che compie. Le nuove versioni hanno il driver update, pericolosissimo utilizzarlo se non si è esperti perché a volte installa driver errati, ed OTTIMIZZAZIONE PRESTAZIONI dove se utilizzato senza essere esperti, consiglia di disattivare programmi che rallentano il pc. Nei programmi sospesi il cliente aveva disattivato MICROSOFT OFFICE PROFESSIONAL PLUS 2019 -it-it un servizio importantissimo per l'utilizzo dell'Outlook. La sua riattivazione ha permesso la corretta funzionalità dell'Outlook 2019. Con molta probabilità anche la disinstallazione del pacchetto Office non avrebbe portato alla soluzione, perché  il Ccleaner aveva memorizzato la disattivazione.

Windows 11 e la patch per non danneggiare i dati crittografati.

Le patch in questione rilasciate sono la KB5014746 e KB5014019 del 24 maggio 2022 e del 14 giugno 2022 attraverso Windows Update. Purtroppo l'installazione delle patch provoca un rallentamento delle prestazioni del sistema e sono coinvolte le Intel Ice Lake di decima generazione e le AMD serie Ryzen 5000 per desktop e dispositivi mobili. I dati elaborati durante le operazioni crittografiche si possono danneggiare usando Windows 11.

Rilasciando Windows 11, Microsoft ha reso, in modo severo, i requisiti per l'installazione del sistema operativo, non supportando i processori Intel antecedenti ai Kaby Lake di ottava generazione e le CPU AMD precedenti i Ryzen 2000. Purtroppo il problema interessa le CPU più recenti che sono dichiarate pienamente compatibili con Windows 11, ma l'installazione delle patch porta a severi rallentamenti del sistema.

Microsoft fa presente che (VAES) supportato da tutti i processori più recenti può portare, quando utilizzato, alla corruzione dei dati conservati sul sistema, e nelle operazioni di codifica e decodifica dei dati crittografati ha un impatto molto importante sull'integrità dei dati. Quindi l'uso di BitLocker e uso del protocollo TLS, nella crittografia dei dati, dimezza le prestazioni del sistema.

ACPI\VEN_INTC&DEV_1056 driver per matherboard Asus rog strix z690-a

Nell'installazione di windows 11 sulle matherboard ASUS di ultima generazione, una periferica non viene installata per mancanza di driver disponibili, mentre con il sistema windows 10 tutto viene installato. La periferica sconosciuta ha come ID hardware:

ACPI\VEN_INTC&DEV_1056    -    ACPI\INTC1056    -    INTC1056.

La periferica sconosciuta è Intel (R) serial IO GPIO Host Controller - INT1056

I driver Intel versione 30.100.2129.8 WHQL del 13 luglio 2021 non installano il driver perchè la firma digitale non è riconosciuta in windows 11, e quindi risulta impossibile installare un driver se non certificato dalla microsoft, mentre i driver s'installano automaticamente con windows 10. Sul sito Intel non esiste nessuna soluzione, anche installando il software Intel che controlla automaticamente i drivers installati. La soluzione è la versione del driver aggiornata uscita il 20 agosto 2021 Intel versione 30.100.2134.22 WHQL. Per scaricare il file cliccare qui. Per installare cliccare, eseguendo come amministratore, il file install.cmd e dopo riavviare il computer.

Il fisco ci controlla anche tramite Google Maps

Non solo bisogna prestare attenzione a tutto ciò che si posta tramite i social network, un' altra arma che usa l’Agenzia delle Entrate e la polizia locale per effettuare controlli incrociati sfruttando tutte le prove raccolte sul web, è proprio l'app Google Maps. Hanno ammesso di fare ricorso a prove definite come fonti aperte per effettuare i controlli utilizzando siti e social network per ottenere maggiori informazioni sulle case di lusso, accatastamenti e pannelli pubblicitari non autorizzati.

Anche la Guardia di Finanza, in una circolare del 2018, utilizza tali fonti, per cercare false Onlus nate in realtà con il solo scopo di evadere le tasse. Così l' Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza utilizzano sistemi moderni per le proprie indagini, fra cui pagine web, social network e articoli di giornale, per verificare possibili incongruenze tra le dichiarazioni dei redditi e i patrimoni reali.

Qui entra in gioco uno strumento versatile come Google Maps, che sfrutta un algoritmo appositamente istruito. In questo modo attraverso la nota app è possibile identificare gli immobili di pregio, in particolare quelli più isolati e non facilmente raggiungibili, ma anche piscine e campi da tennis, che i relativi proprietari potrebbero aver dimenticato di inserire nel 730 o nel modello unico. Un semplice controllo incrociato che verifica se i redditi dichiarati sono troppo bassi per giustificare il reale tenore di vita e scattano gli accertamenti.

Anche la Francia, lo scorso anno, ha dato via libera alla lotta contro l'evasione utilizzando gli stessi strumenti, con un occhio di riguardo alle foto delle vacanze o delle cene, per scoprire i furbetti delle dichiarazioni false. Nel 2010 la Grecia ha utilizzato Google Earth per identificare oltre 16.000 piscine non dichiarate dai rispettivi proprietari, che sono ovviamente incorsi in pesanti sanzioni. Anche l’Unione Europea ha stanziato dei fondi per la realizzazione di un sistema di intelligenza artificiale in grado di portare su un altro livello la lotta all’evasione fiscale, sulla falsa riga di quanto sperimentato nel 2013 nel Regno Unito. Chi si appella al diritto alla privacy invece, trova i giudici concordi all’utilizzo degli indizi digitali per i controlli fiscali.

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A presto

Attacco ai NAS Qnap per crittografare i file con password usando 7zip

E' Qlocker, il nome battezzato al ransomware, che usa al posto di un malware il software 7zip per crittografare con password i file dei nas QNAP. I file del dispositivo, vengono semplicemente compressi in archivi protetti da password, rendendoli inaccessibili. Uno sistema facile ed efficace, che non richiede la progettazione di un ransomware, ma l’uso di uno strumento conosciuto come 7zip. In questo modo i pirati hanno la sicurezza che i dati non saranno mai recuperati, se non in possesso di password. Infatti, gli strumenti di decodifica forniti dai pirati, potrebbero funzionare male, consentendo un recupero parziale, o nessun recupero, dei documenti crittografati. Il riscatto richiesto si aggira intorno ai circa 500 dollari in Bitcoin. I 20 wallet Bitcoin utilizzati dai pirati hanno ricevuto pagamenti per un totale che supera i 300.000 dollari. Il consiglio per gli utenti QNAP, è quello di applicare il prima possibile gli aggiornamenti per bloccare eventuali accessi indesiderati da parte dei pirati. La vulnerabilità (CVE-2021-28799) riguarda HBS 3 Hybrid Backup Sync, lo strumento dedicato al disaster recovery dei dispositivi QNAP. L’azienda ha rilasciato gli aggiornamenti per correggere la falla, ma nel frattempo, un gruppo di pirati informatici sta sfruttando il bug per crittografare i NAS vulnerabili.

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Un incendio devastante distrugge 858 TeraByte di dati della National Information Resources Service (NIRS) in Corea del Sud

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