Apple non recapita SMS a chi passa ad Android.
Da tempo una diceria si tramanda tra gli utenti di iPhone passati ad Android: pare che Apple faccia loro pagare il tradimento bloccando o rallentando la ricezione degli SMS. Una conferma del fatto che qualcosa di strano c'è davvero arriva direttamente da un'impiegata Apple e dalla storia raccontata da Adam Pash, di Lifehacker. Pash si è infatti trovato nella situazione di passare da iPhone ad Android e di vedere all'improvviso che gli SMS spediti da utenti con iPhone non arrivavano. Il guaio è che non si tratta di impressioni o di dicerie: chi abbandona la mela poi si trova davvero nei guai con i messaggini e l'impiegata di Apple addetta al supporto tecnico con cui ha parlato Pash l'ha confermato. La parte peggiore, nelle parole dell'addetta, è che gli ingegneri ci stanno lavorando ma non hanno la più pallida idea di come sistemarlo. Il colpevole di tutto ciò è iMessage, il servizio lanciato con iOS 5 e che permette di scambiarsi messaggi istantanei tra dispositivi Apple oltre che SMS e MMS. Quando si inizia a utilizzare iMessage, il numero di telefono viene associato all'applicazione, che è un sistema separato da quello che normalmente gestisce gli SMS. Quando si abbandona l'iPhone, se non si annulla manualmente l'associazione tra il numero e iMessage, i messaggi provenienti da un iPhone continueranno a essere diretti verso l'account iMessage non più utilizzato per un massimo di 45 giorni. In più, il mittente vedrà comunque apparire la scritta consegnato, e si chiederà perché il destinatario non risponda. In alcuni casi, dopo un certo periodo di tempo gli SMS riusciranno comunque a raggiungere il destinatario, in altri casi resteranno bloccati per sempre. Il guaio peggiore è però che non sempre chi disattiva iMessage riesce a evitare i problemi, e il perché pare non essere chiaro nemmeno a Apple. L'impiegata lo ha ammesso chiaramente, è al corrente di tutto questo e sa che il problema colpisce molte persone, come confermano anche le raccomandazioni fornite dal supporto; ma non riesce a trovare una soluzione. In attesa che Apple fornisca la via d'uscita, Adam Pash ha elaborato un sistema che per lui ha funzionato: si tratta però di convincere tutti i contatti che dispongono di un iPhone ad applicarlo, dato che sono loro a doverlo fare.
Attenzione truffa ai danni di LIBERO MAIL
Mi è arrivata una mail con oggetto: Il regalo dell'estate: Libero Mail Plus a 5 GB solo 0,99Ђ/anno. Cosa devo fare ? Si tratta di un tentativo di phishing, furto dei dati accesso alla casella di mail e di altri dati personali. Questa falsa promozione di Libero Mail Plus a 0,99 € indirizza verso un sito finalizzato all’acquisizione dei vostri dati personali per scopi illegali, se la ricevete, eliminatela. Lo staff di Libero non ha inviato questa mail ai propri utenti e non ha cambiato il prezzo di Libero Mail Plus che è di 19,99 Euro l’anno. Per riconoscere un vero messaggio di Libero Mail Plus verificate il prezzo a 19,99€ e la url del link d’acquisto, quella vera è la seguente: http://mailplus.libero.it/. Se avete ricevuto la mail con l’oggetto indicato e un contenuto simile a quello sotto riportato:
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· Segnalate subito la mail ricevuta come spam per permettere ai nostri tecnici di bloccarla.
Testo della mail è fraudolenta.
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Questa l'offerta del servizio di posta premium di Libero, dedicato a chi utilizza la mail per lavoro e cerca una soluzione completa, efficace e professionale.
Grazie a questa novità gli utenti di Libero Mail Plus, oltre ad avere maggior spazio per gestire le proprie mail e gli allegati, continueranno ad usufruire, sempre al costo di 0,99 euro, dei seguenti vantaggi:
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· Zero pubblicità: leggi la posta da web senza banner pubblicitari e crea indirizzi mail alternativi per proteggere dallo spam la tua casella principale
· Super comodità: leggi la tua mail sempre e ovunque, via mobile da cellulare, smartphone e tablet, o sul tuo pc via POP/IMAP con qualsiasi programma di posta.
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Petizione online per APPLE, sorda ai gravi problemi sui macbook pro da 15 e 17 pollici.
Nel corso del 2013 sono cresciuti i casi riguardanti ai problemi di GPU difettose sui MacBook Pro da 15 e 17 pollici del 2011 ed Apple è rimasta silenziosa scatenando una petizione online da parte degli utenti coinvolti. Durante il mese di marzo 2011 segnalavamo un problema sugli allora più recenti MacBook Proda 15 e 17 pollici, ad oggi naturalmente fuori produzione. I notebook della Mela palesavano gravi difetti relativi alla GPU AMD dedicata, che portavano a inesorabili freeze e crash di sistema. Il problema si è allargato durante l'anno scorso, in cui le lamentele da parte degli utenti sono aumentate considerevolmente. A testimoniare l'entità del fenomeno un interminabile thread di 339 pagine sul forum di supporto ufficiale di Apple, in cui contiamo oltre 5.000 risposte e 540.000 visualizzazioni. Il silenzio di Apple sull'argomento ha inasprito i toni degli utenti coinvolti, che si aspettavano un supporto più capillare e affidabile da parte di APPLE. Supporto che, in questo caso, sembra essere mancato del tutto, per una delle caratteristiche per cui Apple si contraddistingue da tempo rispetto alla concorrenza, almeno per quanto riguarda il mercato consumer. L'inasprimento dei toni delle sempre più numerose richieste da parte degli utenti ha portato alla creazione di una petizione su Change.org, nella quale si chiede direttamente a Tim Cook, CEO di Apple, e a Craig Federighi, Senior Vice President of Software Engineering, di trovare una soluzione e prendere provvedimenti generalizzati per risolvere un problema relativo a difetti di produzione. Questo problema ha reso un rottame un investimento di 2.500$ in soli due anni. Non compriamo prodotti Apple con questo criterio in mente, si legge all'interno della pagina della petizione, che ha l'obiettivo di costringere Apple ad organizzazione un intero programma di sostituzione per tutti i dispositivi che palesano il problema alla GPU AMD dedicata. Al momento la petizione ha raggiunto quota 2.700 firme, ma gli organizzatori puntano almeno a 5.000.
Attacco phishing per gli utenti TELECOM ITALIA
Gli utenti italiani sono nuovamente bersaglio di una imponente e ben organizzata campagna phishing a nome TELECOM ITALIA. Nelle caselle di posta di migliaia di utenti sta arrivando, in queste ore, un'e-mail truffaldina che sembra provenire da Telecom Italia quando, in realtà, è stata preparata da un gruppo di criminali informatici con il preciso scopo di trarre in inganno i destinatari. L'oggetto del messaggio è Informazioni Commerciali con invio modulo di Cessazione Carrier PreSelection, che imita la soluzione grafica scelta da Telecom Italia e TIM per l'invio di comunicazioni di vario genere. In alto data di spedizione ed un numero di protocollo assolutamente fasullo. A prima vista sembra provenire da un account Telecom Italia, ma in realtà viene spedita utilizzando server smtp che nulla hanno a che vedere con l'operatore telefonico italiano. Analizzando le intestazioni dell'e-mail, è possibile accorgersi di come il messaggio sia partito da indirizzi IP utilizzati dai clienti di provider stranieri. Le e-mail truffaldine sembrano essere indirizzate, attraverso una pesante campagna di spam, verso gli indirizzi di posta elettronica degli italiani che hanno in qualche modo pubblicato sul web i loro dati. Nell'allegato c'è un file malevolo con una doppia estensione e l'utente più distratto potrebbe pensare di avere a che fare con un documento in formato PDF, invece trattasi di un pericoloso file eseguibile che, se avviato, provvede ad installare una variante del noto malware ZeuS. Il pericolo è concreto perché pochi motori antimalware sono al momento in grado di riconoscere il malware ed allertare l'utente, infatti solamente quattro sono i motori di scansione capaci di rilevare e bloccare la minaccia (Sophos, Malwarebytes, Bkav e Rising). Il testo dell'e-mail phishing appare redatto in un italiano perfetto, senza quegli errori ortografici che spesso insospettiscono gli utenti circa l'effettiva bontà delle comunicazioni ricevute. Un esempio di come gli aggressori stiano perfezionando le tecniche di ingegneria sociale, sempre più utili per carpire informazioni altrui. Il componente maligno è studiato per sottrarre informazioni personali tipo, i dati per l'accesso a servizi di online banking, numeri di carte di credito insieme con relativi codici di autorizzazione, nomi utente e password, certificati digitali, etc...
Ma quali sono, ancora una volta, le raccomandazioni per difendersi da minacce simili a quella che sta bersagliando i clienti Telecom ? I suggerimenti sono i soliti e nonostante possano apparire monotoni in realtà rappresentano la chiave per difendersi dagli attacchi informatici. Mantenenere sempre un antivirus attivo ed aggiornato nel sistema, aggiornare costantemente il proprio sistema operativo con tutte le patch disponibili, installare software per la prevenzione di exploit complementari all'antivirus e controllare sempre attentamente gli indirizzi web prima di inserire dati personali o scaricare materiale eseguibile. Telecom Italia è stata informata sull'avvio della campagna di phishing che ha evidentemente come primo obiettivo quello di prendere di mira la sua clientela e, per come è stato redatto il testo della comunicazione truffaldina, i clienti business in particolare.
Ma quali sono, ancora una volta, le raccomandazioni per difendersi da minacce simili a quella che sta bersagliando i clienti Telecom ? I suggerimenti sono i soliti e nonostante possano apparire monotoni in realtà rappresentano la chiave per difendersi dagli attacchi informatici. Mantenenere sempre un antivirus attivo ed aggiornato nel sistema, aggiornare costantemente il proprio sistema operativo con tutte le patch disponibili, installare software per la prevenzione di exploit complementari all'antivirus e controllare sempre attentamente gli indirizzi web prima di inserire dati personali o scaricare materiale eseguibile. Telecom Italia è stata informata sull'avvio della campagna di phishing che ha evidentemente come primo obiettivo quello di prendere di mira la sua clientela e, per come è stato redatto il testo della comunicazione truffaldina, i clienti business in particolare.
Dal 13 giugno le nuove regole per gli acquisti online.
Cambiano le regole di gioco nel mondo dell'e-commerce. Infatti dal prossimo 13 giugno 2014 entrano in vigore nuove regole stabilite dalla direttiva europea 2011/83, approvata lo scorso 26 marzo. L'obiettivo della direttiva è di rendere omogenee le regole per tutti i paesi comunitari, offrendo maggiori garanzie per tutti i contratti a distanza che abbiano un controvalore superiore ai 50 euro. Le nuove direttive garantiranno una maggiore trasparenza sugli acquisti e allargheranno i tempi per poter esercitare il diritto di recesso. Infatti adesso per gli acquisti online è possibile esercitare la restituzione della merce entro 10 giorni dal ricevimento, mentre la nuova norma estende questo periodo fino a 14 giorni. Nel caso in cui il consumatore non sia informato di questa possibilità, il diritto di recesso è automaticamente esercitabile per tre mesi. Il consumatore, nel caso decidesse di restituire la merce, ha ulteriori 14 giorni di tempo per spedire i prodotti all'esercente. Questi, una volta ricevuta la notifica di recesso, avrà 14 giorni di tempo (contro i trenta giorni attuali) per risarcire il cliente, anche se non ha materialmente ancora ricevuto i prodotti oggetto della restituzione. Le nuove norme stabiliscono infatti che nel caso degli acquisti online l'esercente è obbligato a dichiarare i costi che il consumatore dovrà sostenere nel caso debba restituire i beni acquistati. Anche in questo caso, se le informazioni non sono chiaramente indicate, il costo della restituzione sarà interamente a carico del venditore. Con l'entrata in vigore delle nuove norme sarà vietato ricorrere alla pratica furbetta delle opzioni aggiuntive selezionate di default (una pratica molto usata nella vendita di biglietti aerei online, con la selezione automatica dell'assicurazione di viaggio, sebbene facoltativa), in questo caso ogni opzione aggiuntiva dovrà essere esplicitamente selezionata dal consumatore. Infine vi è una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda i contratti a distanza, cioè per l'acquisto di beni via telefonica o tramite catalogo. In questo caso il processo di vendita è considerato perfezionato solamente a seguito della firma di un contratto, cartaceo o digitale (quindi con le dovute implicazioni in fatto di firma digitale e di posta certificata).
Disabilitare la partenza automatica dei video di FACEBOOK
Quando si accede a facebook i video presenti sulla home vengono avviati automaticamente con il volume abbassato. Questa impostazione è attivata di default da facebook, una trovata geniale che crea GROSSI PROBLEMI a chi si connette da dispositivo mobile e vede consumare inutilmente molti megabyte di traffico dati.
Per disabilitare questa funzione e risparmiare molti mega byte di traffico dati, andate su questa pagina:
https://www.facebook.com/settings?tab=videos e disattivate la partenza automatica dei video.
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Informazioni per Microsoft Windows 8.1 update 1
Windows 8.1 è il sistema operativo più recente della Microsoft che sarà supportato fino al mese di gennaio 2023. Ma nel frattempo si parla di un possibile imminente fine del supporto a maggio 2014. Il problema confermato dai tecnici di Microsoft è che chi non avrà installato in Windows 8.1, l'aggiornamento Update 1 non potrà più ricevere alcun update. Infatti Microsoft Windows 8.1 Update è un aggiornamento obbligatorio per ricevere in futuro gli aggiornamenti. Evitando l'installazione del pacchetto Windows 8.1 Update, il KB 2919355, il prossimo 13 maggio, data del patch day mensile di Microsoft, gli utenti non vedranno arrivare alcun aggiornamento attraverso Windows Update. Chi non si fosse ancora attivato, quindi, è bene che provveda ad installare il pacchetto KB 2919355 tramite Windows 8.1 Update sul proprio sistema Windows 8.1 in vista dell'imminente patch day di maggio.
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