Dopo la condanna dell'Antitrust, ecco un modo per impiegare il gettito generato dal prossimo aumento del canone.
Le truffe satellitari hanno colpito milioni di utenti italiani della telefonia fissa, che si sono visti addebitare costi di chiamate a numeri satellitari, di cui nemmeno conoscevano l'esistenza. Addirittura molti di questi utenti non navigavano in Internet, o non possedevano nemmeno il Pc.
Si e' pronunciata l'Antitrust, multando per colpa grave Telecom Italia e una dozzina di gestori: Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited.
Finora l'Authority delle Comunicazioni si era preoccupata di imponerre la disabilitazione automatica a tutti gli utenti verso questo tipo di chiamate. Questo è avvenuto, con notevole ritardo e nel mese di ottobre.
Telecom Italia ha annunciato di voler ricorrere al Tar dichiarandosi estranea alle truffe. Anche se Telecom è estranea alle truffe, secondo la magistratura ordinaria, per molto tempo ha preteso il pagamento delle cifre in bolletta, respintgendo e reso difficoltosi i ricorsi, ha sospeso gli utenti che si rifutavano di pagare queste somme, ha continuato a rendere possibile l'addebito in bolletta invece di optare (prima che lo imponesse l'Authority) per una disabilitazione generalizzata di tutti gli utenti.
L'Antitrust ha deciso di multare Telecom Italia (e per Eutelia si prospetta seriamente il fallimento) ma non ha deciso nulla per i rimborsi.
A questo punto, si potrebbe decidere di obbligare le varie telco a rifondere gli utenti danneggiati con un bonus forfettario. Nel caso di Telecom, questo bonus potrebbe coincidere per esempio con la sospensione del pagamento del canone per un certo numero di mesi.
L'alternativa potrebbe essere di ricorrere ai giudici di pace, che potrebbe risultare molto onerosa e difficile da gestire.
Tags:multa,danneggiati,pagamento,Telecom,canone,rimborsi,antitrust
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