BANCHE CHE NON PARTECIPANO AL FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEI DEPOSITI.

Non tutte le banche in italia aderiscono al fondo interbancario di tutela dei depositi e fra questi troviamo:
Banco Posta
Il banco posta non ha lo status di istituto bancario quindi non aderisce al fondo interbancario di tutela fino ai 100 mila euro, il banco posta è l’istituto di raccolta di denaro direttamente controllato da cassa depositi e prestiti cioè dal tesoro, cioè dello stato. Quindi la solidità dell’istituto è direttamente legata alla solidità dello stato italiano ma in caso di problemi (come nel 2011) i conti correnti allo stato attuale non sarebbero tutelati (a meno che non vengano prese decisioni specifiche se si dovesse verificare quella situazione ad oggi fortemente improbabile).

Banche di Credito Cooperativo (BCC)
Tutte la banche di credito cooperativo hanno uno statuto speciale e quindi non partecipano al fondo di tutela dei depositi fino 100 mila euro ma hanno un fondo di tutela interno privato, slegato dal fondo obbligatorio di tutela dei depositi e con caratteristiche differenti (cerca fondo garanzia depositanti bcc) e riguarda anche alcuni investimenti obbligazionari (in questo caso è necessario valutare ogni singolo investimento).
Come si evince BANCO POSTA e BCC non ne fanno parte
In ogni caso le banche in situazioni problematiche vengono segnalate per tempo dalla banca d’italia e dall’ABI (ad esempio le 4 banche fallite erano state segnalate da anni ed inserite nell’amministrazione controllata da mesi quindi un correntista e investitore ha avuto tutto il tempo di informarsi e prendere le dovute precauzioni). Quanto detto fin ora riguarda solo i conti correnti e la liquidità presente su di essi ma non gli investimenti.

Multa da 1 milione di euro in arrivo a VODAFONE EXCLUSIVE.

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comunicato di aver multato Vodafone per un milione di euro, per aver commesso una violazione dell'articolo 65 del Codice del Consumo attivando ai suoi abbonati, a partire dal 31 agosto 2015, l'offerta Vodafone Exclusive senza autorizzazione. L'Autorità ha verificato l'attivazione automatica del servizio “Vodafone Exclusive” senza il consenso espresso e preventivo (opt-in) dei clienti ed il relativo addebito automatico del relativo costo mensile di € 1,90 e il rifiuto alle richieste di rimborso a seguito dell’attivazione automatica di un servizio non richiesto dai consumatori. Vodafone Exclusive, secondo l'antitrust, deve esser considerato come un servizio accessorio perché la navigazione sulla rete 4G è consentita solo a coloro che dispongono delle condizioni tecniche necessarie. Poi la possibilità di disporre di 2 ingressi al cinema al prezzo di un biglietto (anch'essa prevista nell'offerta) è garantita unicamente a un numero circoscritto di cinema aderenti alla promozione, e l’accesso al servizio clienti dedicato 193 è aggiuntivo rispetto al servizio clienti già esistente. L'offerta Vodafone Exclusive è senza dubbio interessante per chi, fino ad oggi, non ha mai usato la connessione dati in mobilità o l'ha adoperata solo parzialmente, perché dove non v'è la possibilità di usare il 4G, viene ad esempio comunque garantita la possibilità di collegarsi in 3G. L'Autorità ha contestato a Vodafone di aver attivato di sua spontanea volontà l'offerta senza prima raccogliere l'assenso degli interessati. L’Autorità ha imposto a Vodafone di pubblicare per trenta giorni consecutivi sulla home page del proprio sito web un estratto del provvedimento sanzionatorio. Tali informazioni saranno contenute in un'apposita sezione denominata “Comunicazione a tutela dei consumatori”. Di recente anche TIM era stata multata per la somma di 2 milioni di euro. La sanzione irrogata dall'AGCM in questo caso ha per oggetto l'applicazione delle nuove tariffe economiche per la telefonia fissa ed in particolare l'attivazione dell'offerta "Tutto Voce" a quei clienti che utilizzavano solamente l'offerta base di servizio universale.

Mousejacking e l’hacker attacca il tuo mouse.

Mousejacking è una tecnica che viene sfruttata dagli hacker per aggirare le difese di un computer, consentendo all’aggressore di penetrarvi attraverso la connessione wireless di quasi tutti i mouse senza fili presenti sul mercato. In questo modo, i criminali informatici possono inserirsi sulla frequenza del mouse e sfruttare il relativo radiosegnale per compiere svariate operazioni, come aprire un browser, navigare su internet, sottrarre dati, iniettare malware e persino cancellare un intero hard disk. Pensate di essere nel vostro ufficio, al tavolino di un bar, in una biblioteca, oppure comodamente seduti sulla panchina di un parco, e di avere con voi il vostro mouse wireless. Nonostante i software antivirus, antimalware, i firewall e qualsiasi altro meccanismo di difesa abbiate deciso di installare, il vostro computer è esposto a un grave rischio. La fonte del pericolo è proprio il mouse wireless, nel tratto compreso tra il mouse stesso e quella piccola antennina miniaturizzata connessa alla porta USB. Sfruttando un’imperdonabile leggerezza delle case produttrici un qualsiasi hacker può inserirsi sulla frequenza wireless del dispositivo e prendere il controllo di molte funzioni del vostro computer, andando a bucare le normali protezioni installate. In questo modo, per un pirata informatico è sufficiente simulare un falso mouse e agganciarsi alla frequenza del dongle, connettendosi automaticamente con il computer bersaglio. Per farlo, non servono attrezzature sofisticate, ma è sufficiente acquistare una minuscola antenna chiamata Crazyradio, in vendita sul web per circa 15 dollari. Una volta agganciato il segnale wireless del dongle, i criminali informatici possono compiere svariate azioni all’interno del computer attaccato. Scaricare file e cartelle, copiare nuovi file, installare virus, malware e trojan, controllare browser, accedere alla consolle di sistema sono soltanto alcune delle operazioni possibili per un hacker attraverso il Mousejack. Per sfruttare il Mousejack, è sufficiente che il computer bersaglio si trovi nel raggio di 200 metri di distanza dall’antenna dell’hacker. Un raggio d’azione elevato che però si riduce quando, anzichè in campo aperto, ci si trova in un edificio o tra le mura di un ufficio, ma comunque sufficiente per superare una parete o per sferrare un attacco da una strada pubblica. Per prima cosa, è necessario notare che la tecnica del Mousejack interessa soltanto i mouse wireless e non quelli Bluetooth. Senza meccanismi di protezione del segnale wireless, non esiste al momento una valida procedura da seguire per impedire ai pirati informatici di penetrare all’interno del computer attraverso la frequenza dei dongles. Da quanto emerso dagli studi, quasi tutte le case produttrici di mouse wireless integrano nell’antenna il medesimo chip prodotto dalla Nordic Semiconductor, rendendo così vulnerabili all’attacco Mousejack milioni di dispositivi in tutto il mondo. Quindi se siete in possesso di un mouse wireless prodotto da Microsoft, Logitech, Dell, Gigabyte, Lenovo, HP ed Amazon, siete di conseguenza esposti a rischio Mousejack. Numerosi i produttori che stanno cercando di correre ai ripari, di cui in primis Logitech, con il rilascio di patch e aggiornamenti firmware in grado di correggere la vulnerabilità, mentre altri come Lenovo stanno avviando programmi di sostituzione dei prodotti sensibili a Mousejack con nuovi modelli immuni a questo genere di attacco. Secondo quanto riportato dagli esperti di sicurezza, anche Dell e Microsoft si sarebbero immediatamente attivati per porre rimedio alla falla di sicurezza. Per essere immuni al problema, in attesa di aggiornamenti da parte delle case produttrici, si consiglia di scollegare i mouse wireless dai computer portatili nelle aree pubbliche. Soprattutto in presenza di persone con antenne collegate alla porta USB del proprio computer.  Riconoscere un hacker impegnato in questa attività non è facile, proprio per via della semplicità di questo genere di attacco. Per entrare all’interno del computer attaccato, oltre alla già citata antennina USB, è sufficiente un computer portatile ed un semplicissimo software.

Update KB 3140743 per migliorare Windows 10.

Dal 1 Marzo 2016 è disponibile per il download tramite windows update di un aggiornamento molto importante per il nuovo sistema operativo Windows 10. Diverse migliorie e la correzione di molti bug, migliorerà di gran lunga l’esperienza dell'utente nell'uso di windows 10. L’aggiornamento previsto da Microsoft prevede ad esempio che la modalità stand-by dovrebbe consumare meno energia, la sintesi vocale di Cortana dovrebbe migliorare drasticamente, così come tutte le miniature delle foto e dei video. Maggior velocità di installazione dei programmi, primo avvio del sistema operativo, problemi legati all’affidabilità di Internet Explorer 11, il menu start, Windows Hello, lo spegnimento, il riavvio e la ripresa dopo una sospensione del sistema. Infine, anche il supporto relativo ad applicazioni, caratteri, modalità aereo, stampa, trasmissione dello schermo a livello locale, streaming video e qualità dell’audio.

TIM attiverà senza autorizzazione servizi esclusivi a 49 centesimi la settimana.

Dal 10 aprile 2016, TIM attiverà a tutti i clienti una nuova promozione dal prezzo di 0,49€/settimana chiamata TIM Prime, senza chiedere autorizzazione al cliente. Ricordate di Vodafone Exclusive? A mesi di distanza dalla soluzione proposta da Vodafone, anche TIM inizierà presto ad attivare automaticamente e senza autorizzazione a tutti i clienti servizi esclusivi, obbligando il cliente a disattivarlo. Questa promozione prende il nome di TIM Prime ed include i seguenti servizi:

Minuti ed SMS illimitati ad un numero TIM preferito

Navigazione in 4G

2 ingressi al cinema al prezzo di 1

Servizio clienti dedicato chiamando il numero 800.000.916

Possibilità di vincere smartphone con Ricarica+

Questo è il testo del messaggio che informa dell’attivazione automatica di TIM Prime:

Cambiano le condizioni economiche del tuo piano base:a partire dal 10/4,con 49cent/sett in più avrai chiamate e SMS illimitati vs un numero TIM.Inoltre potrai richiedere gratis i vantaggi esclusivi x i clienti TIM Prime:ogni settimana biglietti cinema2x1,assistenza diretta di un operatore TIM al 800.000.916,possibilità di vincere smartphone con Ricarica+.Puoi recedere senza penali o passare ad altro operatore entro il 9/4.Per info o rinuncia alle novita’ e mantenere le attuali condizioni chiama il 409162.Scopri i vantaggi e inserisci il numero amico su www.tim.it/Prime.

Se non siete interessati a questi servizi, potete disattivare TIM Prime o cambiare operatore senza incappare in eventuali penali. Per disattivare TIM Prime bisogna chiamare il 409162 oppure visitare questa pagina del sito ufficiale e seguire le istruzioni visualizzate. Questa promozione a pagamento verrà attivata automaticamente a tutti i clienti TIM il 10 aprile e se non siete interessati e preferite risparmiare i 49 centesimi a settimana, ricordatevi di disattivare TIM Prime entro quella data.

Certificato digitale fasullo sui computer DELL.

I modelli Dell XPSLatitudePrecision e Inspiron di recente produzione hanno installato un certificato digitale errato che permette agli aggressori di decifrare il traffico di dati senza che gli utenti se ne accorgano e di applicare ai virus una firma digitale che li autentica come se fossero app legittime. I suoi notebook e computer fissi sono dotati di tutti gli strumenti necessari per consentire ai criminali di violare l'home banking, lo shopping, la mail, e come se non bastasse, chi elimina questo certificato se lo ritrova di nuovo al riavvio successivo, perché il computer lo reinstalla automaticamente. Un disastro che Dell inizialmente ha minimizzato, mentre Microsoft ha deciso che il suo antivirus Defender considererà questo certificato come malware e quindi lo eliminerà definitivamente. Se qualcuno ha acquistato un computer della Dell e vorrebbe sapere se siete vulnerabili o no, visitate questo sito test


Sei stato molestato su Facebook ? Scopri come denunciare i profili falsi e gli stalker.

Occorre identificare il codice  ID di Facebook del molestatore per fornirlo alla polizia postale , in modo che possa essere immediatamente identificato. Poi ottenute le dovute autorizzazioni dalla Procura, si cercherà di risalire all’identità del molestatore. Dietro ai profili falsi di Facebook si possono compiere gravissimi illeciti, come un messaggio anonimo contenente minacce, un furto di identità, un post diffamatorio o offensivo, un esplicito riferimento alla vita privata di un soggetto comunicato a terzi. Recentemente la Cassazione ha esteso la minaccia, facendo entrare anche la semplice espressione Te la faccio pagare. 
Per tutelarsi, bisogna identificare l’ID del molestatore seguendo le seguenti istruzioni :

Entrate nel profilo del soggetto in questione e, col mouse, cliccate sul simbolo a forma di ingranaggio, accanto al bottone messaggio.

Si aprirà un menu a tendina e posizionate il mouse sull’opzione Segnala/Blocca, senza però cliccarci sopra.

Al passaggio del mouse su Segnala/Blocca apparirà in automatico sulla barra di stato in basso del vostro browser una serie di codici alfanumerici che corrispondono all’ID del molestatore.

Copiate l'ID che generalmente comincia con 1000…, e segnalate l’abuso alla Polizia Postale del vostro luogo di residenza che provvederà ad individuare il molestatore. Nel segnalare tale abuso, dovrete indicare il nominativo fasullo scelto dal molestatore e il suo numero ID che avete recuperato in base ai passaggi appena descritti.

A questo punto avete due possibilità :

1) una formale querela, in cui chiedete la punizione del colpevole;
2) un semplice esposto, in cui si mette semplicemente al corrente l’Autorità dell’illecito e le si chiede di dirimere la questione.

La querela è un atto più forte, in cui dichiarate di essere stati vittima di un reato ed esprimete la volontà che si proceda in ordine a tale reato, punendo il colpevole. La vostra querela potrà comunque essere sempre ritirata in un successivo momento, evitando al querelato di subire una condanna penale. (sempre che il reato non sia talmente grave da essere perseguibile d’ufficio). Al contrario, l’esposto è una semplice segnalazione agli Ufficiali di pubblica sicurezza di dissidi tra privati ed è la segnalazione che il cittadino fa' all’autorità giudiziaria per sottoporre alla sua attenzione fatti di cui ha notizia, e affinché valuti se ricorre un’ipotesi di reato. Qualsiasi scelta opterete, chiedete di poter essere messi a conoscenza, in via preventiva, dell’identificativo del molestatore. Questo vi consentirà, eventualmente, di decidere se sporgere querela o meno. Non capita raramente, infatti, che gli autori di illeciti siano persone a noi vicine. Dopo aver fornito il nick name e l’indirizzo ID del profilo del molestatore, la Polizia Postale aprirà un fascicolo che trasmetterà alla Procura della Repubblica per ottenere le dovute autorizzazioni e poter così chiedere a Facebook l’individuazione degli indirizzi IP dei molestatori.

Un incendio devastante distrugge 858 TeraByte di dati della National Information Resources Service (NIRS) in Corea del Sud

Un’esplosione di batterie al litio durante i lavori di manutenzione, ha distrutto circa 858 TB di dati, bloccando i servizi pubblici della C...